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venerdì 2 dicembre 2016

Corona fuori porta con le manine

Nella seconda casetta dell'avvento (qui) abbiamo trovato del cartoncino verde che ci è servito per comporre una corona natalizia da appendere all'ingresso del condominio in cui abitiamo.
Un lavoretto semplice che ho visto in una scuola materna e che ho voluto riproporre ai miei bambini.

Occorrente:
- cartoncini verdi (magari di tonalità diverse)
- matita, colla stick e forbici
- cartoncino rosso
- un disco di cartone spesso
- un nastro

Basta semplicemente prendere le impronte delle mani dei bimbi (noi abbiamo usato sempre la mano sinistra) disegnandola sui cartoncini. Ne servono tante quante si vuole far grande la corona.
Nel nostro caso ne abbiamo usate quindici.
Una volta tagliate le varie sagome delle mani, si sovrappongono tra di loro, alternando le sfumature di verde, incollandole con la colla stick., in modo da creare una corona.
Dal cartoncino rosso si ritagliano dei piccoli dischetti che staranno a simulare le bacche e le si incollano a piacimento sulla corona.
Per rendere il tutto un po' piu' rigido è necessario incollare (meglio con la colla a caldo) un anello di cartone nel retro della corona, facendovi prima passare un nastro.

La corona è pronta per essere appesa!

 


giovedì 1 dicembre 2016

Cosa metto nel calendario dell'avvento 2016

Anche quest'anno il solito dilemma: cosa metto nel calendario dell'avvento?
Come sempre non mi va di riempirlo di dolci e caramelle, anche perché i bambini ne mangiano comunque quasi tutti i giorni. Pero' devo tenere conto che le nostre scatoline (qui) sono piccole e che i bambini sono tre; che gli impegni oltre alla scuola e ai compiti sono tanti e a volte non riusciamo a dedicarci a lavoretti che impieghino troppo tempo. Ci penso e ci ripenso e questa è lista che ho buttato giu' quest'anno.
 
1° dicembre: un foglio decorato per ciascuno per scrivere la letterina a S. Lucia (è tanto tempo che fremono per cui ho pensato che fosse la prima cosa da fargli trovare).

2 dicembre: cartoncini verdi per creare una corona fuori porta (qui)

3 dicembre: lana per fare dei pon pon per creare una ghirlanda natalizia da appendere alla finestra

4 dicembre: una candelina da accendere per la seconda domenica d'avvento


5 dicembre: le prime statuine di carta del presepe da colorare e assemblare (ne trovate uno in 3D qui)

6 dicembre: tre fogli decorati e francobolli per scrivere la lettera a Babbo Natale.

7 dicembre: buste di cioccolata calda per una merenda calda e diversa

8 dicembre: costruiamo una capanna per il presepe con una scatola di cartone

9 dicembre: tre piccole statuine di babbo natale che ci serviranno per creare un "Babbo Natale in the bottle" da appendere all'albero di Natale

10 dicembre: confettini colorati per preparare dei biscotti fatti in casa per la merenda

11 dicembre: un'altra candelina da accendere per la terza domenica di avvento

12 dicembre: un cioccolatino a testa

13 dicembre: è arrivata S. Lucia! Giochiamo insieme con cio' che ci ha portato

14 dicembre: lanciamo nel cielo una lanterna cinese per ringraziare Santa Lucia dei doni ricevuti

15 dicembre: tre "trova le differenze" a tema natalizio (qui)

16 dicembre: scegliamo ciascuno un gioco che non si usa piu' da regalare a chi non ne ha.

17 dicembre: una chiavetta usb con un nuovo cartone animato o film da guardare tutti insieme sul divano

18 dicembre: un'altra candelina da accendere per la quarta domenica di avvento

19 dicembre: lana bianca per creare dei pupazzi di neve pon-pon da usare come segnaposti per la cena di Natale

20 dicembre: lievito per cucinare insieme una torta da portare al rinfresco del concerto di natale della scuola

21 dicembre: andiamo a trovare l'anziana e sola vicina di casa e portiamole sorrisi e cioccolatini

22 dicembre: sagome di Gesu' e dei re magi da colorare e piegare per poi inserire nel presepe

23 dicembre: candeline e vasetti di vetro per creare le lanterne che ci servono per il presepe vivente.

24 dicembre: pasta di zucchero per decorare un panettone a forma di sacco di Babbo Natale (qualche idea da imitare qui).

25 dicembre: andiamo a Messa a vedere Gesu' nel presepe e poi scartiamo i regali di Babbo Natale

Purtroppo per ora sono solo idee, perché non ho avuto il tempo materiale di provare prima i singoli lavoretti, per cui ve li mostrero' a lavoro finito.

venerdì 25 novembre 2016

Smettiamola di dar sempre ragione ai bambini!

Sono stanca ormai di stare a guardare; sono stanca ormai di tacere.

Parto del presupposto che fare i genitori non è facile, soprattutto in una società come quella di oggi dove si è costretti a lavorare molto e andare sempre di fretta, tralasciando magari l'educazione dei figli; una società dove il progresso si muove sempre piu' velocemente verso tecnologie che a volte allontanano anziché avvicinare.

Parto dal presupposto che il genitore perfetto non esiste e mai esisterà
e che io soprattutto come essere un buon genitore proprio non lo so.

So pero' quello che vorrei insegnare ai miei figli: rispetto per se stessi e per gli altri, condivisione, responsabilità e autonomia e cerco di impostare il mio modo di fare con loro verso questo fine.

Ho abbastanza fiducia nei miei figli, ma so che non sono santi; che possono fare biricchinate, che possono dimenticare di fare i compiti, che possono, se messi alla prova, fare un torto ad un amico, che possono raccontare bugie per evitare punizioni.

Per questo quando accade qualcosa di particolare a scuola, a catechismo, a calcio, a danza e i miei figli vengono a raccontarmelo (difficile nel caso del Capitano, molto piu' semplice nel caso della Principessa) non do per oro colato tutto cio' che mi viene detto. Li ascolto, li interrogo, li metto nella situazione di raccontare, ci giro intorno e prendo il discorso da diverse angolazioni, per vedere se il risultato finale è sempre lo stesso.
Ad esempio il Capitano viene a casa e mi dice "il bambino X mi ha sputato addosso!". Ecco, non parto in quinta ad interrogare la maestra, a rimproverare il bambino in questione o a insultare la mamma di tale bambino; ma gli chiedo "e perché lo avrebbe fatto? Tu cosa hai fatto perché che questo bambino di sputasse addosso?". E lui mi dirà "niente". Ma io non mi accontentero' della sua prima risposta, gli faro' ripercorrere l'episodio, cercando di tirare fuori i dettagli, poi magari si arriverà sempre alla conclusione che il bambino X ha sputato solo per il gusto di farlo. Pensero' e ripensero' all'accaduto; spieghero' nuovamente a mio figlio che in ogni modo non deve reagire con le mani, ma piuttosto con le parole e magari facendo intervenire la maestra; gli ricordero' di venirmi a dire se dovesse ricapitare. Ma non ne faro' di certo una questione di stato. In genere preferisco tenermi a distanza, controllare sì, ma a distanza.
Questo è il modo con cui in genere agisco con i miei figli.

Sempre piu' spesso invece mi capita di avere a che fare o incontrare genitori fortemente  ostinati a difendere i loro figli contro tutto e tutti, sempre e comunque. Genitori che insultano altri genitori, genitori che si scagliano inferociti contro le maestre, sostenendo a priori le ragioni dei propri figli. Figli che, sapendo di poter contare sempre e in ogni caso sulla protezione di mamma e papà, se ne guarderanno bene dall'ammettere i propri errori.

Ai tempi di mio nonno gli alunni in classe ricevevano bastonate sulle dita nel caso in cui facessero confusione o mancassero di rispetto alla maestra. Per fortuna non è piu' così, ma ora siamo passati all'eccesso opposto.
E sì, che ricordo i tempi della mia scuola, dalle elementari alle superiori, e quelle poche volte che venivo a casa con un appunto o una nota sul diario, mai ricordo di aver visto i miei genitori essere andati a lamentarsi o a difendermi di fronte alla maestra. Ai miei tempi se avevi preso una nota era perché te la eri meritata. Punto e stop. E non è che i miei genitori per questo non mi amassero o non ascoltassero i miei bisogni; semplicemente era ancora molto alto il rispetto per l'adulto, per la maestra.

Ora assisto a genitori sempre in vena di polemiche; maestre che vengono criticate sempre e comunque; magari proprio quelle maestre "anziane" che svolgono quel ruolo da anni e anni e che fino a poco tempo fa han svolto il loro lavoro con passione e amore, ora diventano in un nano secondo incompetenti agli occhi dei genitori che si vedono "toccato" il loro figlio.
E perché non li fanno mai uscire; e perché gli danno troppi compiti, e perché a scuola non fanno niente, e perché come punizione di classe non possono piu' fare ginnastica, e perché danno note sul diario solo perché ci si è dimenticati di fare un compito, e perché non fanno lavoretti per le festività e perché invece ne fanno troppi tralasciando il programma didattico.....
Non va mai bene niente!

Mi chiedo come si sia arrivati a tutto questo, a quale cambio generazionale è cominciata questa rivoluzione; mi chiedo cosa sia successo per cui ci sentiamo sempre in diritto di criticare l'operato di una figura educativa, quale l'insegnante, che dovrebbe agire insieme a noi per la crescita dei nostri figli. Perché abbiamo questo forte interesse a mettere i nostri figli sempre su un piedistallo, a spianare loro la strada?

E mi chiedo come si puo' non accorgersi che, così facendo, cresceremo figli fragili e incapaci; perché noi putroppo non ci saremo per sempre, perché arriverà un giorno purtroppo in cui la vita gli sbatterà davanti un bel "no", un rifiuto e noi non ci saremo.
Cresceremo adolescenti incapaci di fare scelte, incapaci di dire loro stessi dei no.

Pensandoci immagino che si arrivati a questo proprio perché la nostra vita così frenetica ci fa venire dei gran sensi di colpa. Una volta le mamme erano a casa e si dedicavano in toto alla famiglia; ora anche le mamme sono costrette a lavorare, avendo sempre meno tempo per i figli. E' difficile dire no; contrariare il proprio figlio quando lo vediamo solo un paio di ore la sera. E' difficile dare ragione alla maestra che lo ha sgridato; è molto piu' semplice dirgli "non ti preoccupare tesoro hai ragione tu, adesso faccio scoppiare un bel polvere su Whatzapp (perché, parlianome, fare i genitori oggi per molti significa solo far parte della chat della classe di mio figlio) e vedrai che gliela facciamo pagare a quella maestra...". E' molto piu' semplice, certamente, ma controproducente se non deletereo.

E' necessario smetterla di dar sempre ragione ai bambini, facendo passare per la parte del torto sempre le maestre. E' necessario imparare a guardare le cose anche sotto altri punti di vista.
Questo accanimento verso le maestre e a favore dei bambini, non fa bene a nessuno. Non fa bene a noi genitori che li lasciamo nelle mani di persone di cui non ci fidiamo, non fa bene alle maestre che  sentendo tanta ostilità metteranno da parte la loro passione (e credetemi di maestre con le palle ce ne sono ancora!) e si sentiranno in prigione senza piu' la minima autonomia, non fa bene nemmeno e soprattutto ai nostri bambini che non impareranno mai il rispetto per gli altri e il rispetto per l'autorità.

E pensare che da piccola avrei tanto desiderato fare la maestra. Se avessi seguito quella strada adesso forse mi starei chiedendo "ma chi me lo ha fatto fare?"

venerdì 11 novembre 2016

Tante casette per il calendario dell'avvento

Quest'anno proprio non ce la potevo fare ad elaborare un nuovo calendario dell'avvento fatto a mano e con materiali riciclati, ma che fosse comunque carino da vedere. Ma non farlo per niente mi dispiaceva, così come mi dispiaceva comprare al supermercato una di quelle casette con le finestrelle dentro cui si trovano i cioccolatini. Per cui ho scelto una strada intermedia.
Ho trovato questo bellissimo tutorial (qui) con tante casette semplici, ma proprio per questo deliziose, da stampare su cartoncino e assemblare. Le casette fungono da scatoline e si possono appendere su un alberello di natale o su un filo attaccato alla finestra, o anche solo appoggiate su una mensola.
Me ne sono innamorata subito e le ho stampate.
Non avevo cartoncini bianchi, ma solo colorati per cui le nostre casette si discostano un po' dalle originali, ma sono comunque carine nelle loro tonalità pastello.
Il tutorial, sebbene sia in francese, è molto semplice da tradurre: è sufficiente stampare le casette, ritagliarle e piegarle nei punti tratteggiati, quindi incollare i punti in cui c'è la scritta "colle glue".
Una volta creata la scatolina/casetta  le si infila il tetto, facendo attenzione a far sbucare il camino, e lo si fissa con un pezzo di scotch di carta nella parte posteriore.
Sul camino della casetta va fatto poi un foro dentro cui si farà passare un nastrino che servirà per poter appendere le casette. Cosa che noi non abbiamo fatto perché abbiam deciso semplicemente di appoggiarle su una mensola. Sulla porta della casetta si scrivono i numeri dal 1 al 25.
Molto semplice, veloce, ma davvero d'effetto.

Un lavoretto semplice da far fare anche ai bambini per potenziare la motricità fine.


Per sapere con cosa riempiro' le varie casette, dovrete aspettare ancora qualche giorno, perché ora come ora non lo so nemmeno io!

"L'isola della felicità"

E' questo il titolo del libro che il Capitano ha letto durante questa settimana.
E' scritto da Maria Strianese ed edito da Raffaello per la collana "Mulini a vento - serie blu", ossia per bambini dai anni in su.
E' un libro che parla di una amicizia profonda tra due ragazzini delle elementari, Marco e Alex. Gli amici del cuore, come si diceva una volta. Quell'amico inseparabile, con cui fai i compiti, con cui vai a fare acquisti in cartoleria, con cui esci tutti i giorni.
Un giorno pero' qualcosa cambia. Alex non si presenta alla festa di compleanno di Marco, senza dare una spiegazione. Alex a scuola, è sempre seduto nello stesso banco, ma è distante, schivo.
La cosa preoccupa Marco che non si da pace, che ha paura di aver fatto qualcosa di sbagliato; così comincia ad indagare, con l'aiuto di altri compagni di classe. Scoprirà che Alex è diventato povero, perché il suo papà ha perso il lavoro.
Un libro che tratta di tematiche molto attuali: il valore dell'amicizia, l'importanza di un lavoro, le cose che non solo hanno prezzo ma anche un valore, la collaborazione che è meglio della competizione.
Un libro semplice nella scrittura, ma molto profondo nei contenuti. Ammetto di aver pianto quanto alla fine del libro i due amici si riappacificano e stringono un patto di amicizia per sempre.
 


venerdì 4 novembre 2016

Un libro "rosa" per aspiranti ballerine

Mia figlia è al secondo anno di danza classica e giusto ieri negli scaffali del supermercato ho trovato questo libro "I primi passi" di Beatrice Masini, che ho scoperto poi essere solo il primo di una serie di libri facenti parte della collana "Il mondo del balletto". Beh, doveva essere nostro, doveva parte della nostra libreria e visto anche il prezzo in saldo (solo 4 euro) non ci ho pensato due volte e l'ho messo nel carrello. La Principessa, come mi aspettavo, ne è stata felicissima ed ha cominciato a leggerlo da sola (una pagina al giorno....considerando che è alle prime armi con la lettura, ci vuole il suo tempo...). Io pero' me lo sono sfogliato tutto e devo dire che non è un semplice libro, un racconto, una fiaba, ma un vero vademecum per chi vuole entrare a fare parte del mondo della danza.
Con questo libro ho cominciato a capire la maestra di danza di mia figlia. Non è lei ad essere precisa, pretendere la perfezione, maniaca del trucco e parrucco, ma è proprio la danza, in quanto arte e disciplina, a pretendere un certo rigore.
Il libro racconta di questa bambina, Zoe, che da qualche anno fa parte di una accademia di danza ed è lei a spiegare come ci si deve vestire, come si deve fare lo chignon, come deve essere il tutu'.
 
 
Buona lettura!

venerdì 28 ottobre 2016

Costume da mummia

Si avvicina la notte di halloween e cominciano i nostri preparativi. Anche quest'anno nel nostro piccolo paesino un gruppo di mamme (tra cui io...sa va san dir..) organizza una piccola festicciola con giochi e film a tema "mostruoso". Dovevo assolutamente trovare il tempo per preparare qualche travestimento ai bambini. Il primo a cui ho pensato è stato il Koala, il quale non aveva particolari richieste per cui mi lasciava campo libero. Non volendo spendere soldi per un travestimento che si sarebbe messo una volta nella vita mi sono data al fai da te, riciclando cio' che già avevo in casa.
Con quello che avevo potevo creare un costume da mummia e così è stato.
 
Ho utilizzato:
- pantalone bianco (già utilizzato lo scorso carnevale per fare i puffi)
- maglia bianca, ormai grigia (passata a tutti i bimbi per le feste di fine anno)
- garze scadute (della cassetta di pronto soccorso della ditta per cui lavoro)
- colla a caldo
- ketchup o tempera rossa
 
Non ho fatto altro che stagliuzzare le garze e incollarle con la colla a caldo, il piu' casualmente possibile, alla maglia e ai pantaloni.
Ho sporcato poi il travestimento con un po' di ketchup per dare il senso sangue e del macabro.

Di certo una buona parte del travestimento la farà il trucco sul viso (se mai il Koala se lo lascerà fare).