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giovedì 29 settembre 2016

"Vendesi mamma"

è l'ultimissimo libro entrato a far parte della nostra biblioteca. E' un libro scritto da Care Santos ed edito da Feltrinelli che parla di un bambino, Oscar, che è stanco della sua mamma, perché da quando è nato il suo fratellino (fagiolino), sembra non volergli piu' bene. Mi sembrava un regalo e un messaggio perfetto per il Capitano che ha piu' o meno la stessa età del protagonista e che, essendo il maggiore di tre fratelli, si sente sempre trascurato e poco coccolato.
Oscar decide quindi di farsi aiutare da una sua amica per vendere la sua mamma all'asta su internet.
Un libro che mette in luce le relazioni tra mamma e figli, la gelosia tra fratelli, ma anche il grande valore dell'amicizia, perché in questo percorso Oscar viene aiutato dalla sua grande amica Nora.
I genitori non si scelgono, i figli non si scelgono, ma con il tempo si impara che "amare una persona vuol dire saper vedere quello che ha di speciale".

 


 

domenica 25 settembre 2016

Semini da far crescere

Per la festa dei nonni quest'anno abbiamo pensato ad un regalo simbolico: sono dei vasi decorati dai bambini con all'interno terra, semini e guanti. Il messaggio che vogliamo far passare è "nonno semina, cura e fai crescere questi semini, così come hai fatto, stai facendo e farai con me!"

Occorrente:

- vasetto di latta o di terracotta con sottovaso
- colori acrilici
- Uniposcar o pennarello indelebile
- semi di fiori o piantine a scelta
- un sacchettino di terra
- un paio di guanti da giardinaggio

Il lavoro principale dei bambini è stato dar sfogo alla loro creatività e alla loro fantasia, colorando e decorando come meglio credevano il vasetto. Abbiamo preparato due vasetti: uno per i nonni materni e uno per i nonni paterni e tutti e tre i bambini hanno dato il loro contributo su entrambi i vasetti.
Una volta decorati e fatti asciugare, li abbiamo riempiti con un sacchetto trasparente contenente della terra, una bustina di semini e un paio di guanti.
Abbiamo accompagnato il vasetto con un bigliettino con la dicitura "noi siamo i vostri semi. Aiutateci a crescere!"
 

martedì 20 settembre 2016

Sei diventata grande.

Io che ti ho sempre voluto grande.
Ho sperato che arrivasse presto il momento in cui ti saresti messa a camminare da sola,
tu che hai voluto camminare con la mano fino ai tredici mesi e mettevi a dura prova la resistenza della mia schiena.

Io che ho sempre sperato avidamente arrivasse presto quel giorno in cui ti saresti coricata da sola nel tuo letto e ti saresti addormentata senza costringermi a darti la mano e leggerti favole (a volte anche manuali di istruzioni perché il tempo è tiranno e spesso bisogna prendere due piccioni con una fava) finchè non ti fossi abbandonata nel sonno profondo.

Io che tante volte ho sbuffato e mi sono arrabbiata quando al mattino per portarti all'asilo, anche all'ultimo anno, mi facevi perdere un sacco di tempo e arrivare tardi in ufficio.
Tu che ti attaccavi alla gamba, volevi stare in spalla, piangevi e volevi che rimanessi con te.

Quante volte ho desiderato quel giorno in cui te ne saresti entrata da sola a scuola senza piangere e senza caricarmi di rimorsi.

E così è successo: sei diventata grande.

E' successo, mentre quotidianamente ti pettinavo i capelli con quelle acconciature che non ti piacevano mai e speravo arrivasse presto quel giorno in cui ti saresti pettinata da sola.

E' successo, mentre mi chiamavi mille e mille volte "mamma guarda! mamma vieni giu' con me? mamma mi accompagni?" e io alle volte facevo finta di non sentirti e desideravo arrivasse il giorno in cui saresti uscita da sola in cortile lasciandomi sbrigare le cose di casa senza essere continuamente interrotta.

E' successo quando sillabando lettera per lettera volevi che restassi sul divano accanto a te, mentre, a soli 5 anni, mi leggevi un libro.

E' successo, mentre mi affidavo ai consigli di una neuropsichiatra, per cercare di capire quel tuo animo sensibile, quei tuoi pianti, quella tua "voglia di mamma".

Io che ero così desiderosa di vederti grande, indipendente...
Volevo che il tempo passasse, per scoprire come saresti stata; sperando che non assomigliassi a me, ma a tuo padre, per il suo ottimismo, per le sue risate facili, per il suo andare d'accordo con tutti.
E invece eccoti qui, molto piu' simile a me, di quanto pensassi, di quanto desiderassi.
Con i tuoi giorni cupi,
con il tuo fare attento e preciso in tutto cio' che fai,
con la tua parlantina da adulta,
con i tuoi scatti di ira che si mescolano a pazze risate.

E così, mentre osservavo il tempo passare, alla ricerca di una bambina grande, quella bambina è cresciuta, diventando semplicemente se stessa.

Io che ti ho sempre caricato di responsabilità, di compiti.

Io che ho sempre preteso molto da te, forse perché femmina, forse perché volevo ti abituassi fin da subito a capire che le donne in genere, in quanto tali, non hanno vita facile;
o forse solo perché il tuo carattere docile e accondiscendente mi permetteva di farlo senza andare incontro a discussioni.
 
Io che ti ho sempre spronato a far da sola, a cadere e rialzarti senza bisogno di una mano che ti aiutasse a farlo.
 
Io che ho sempre lasciato che le arrabbiature, i pianti, i capricci, passassero da soli anziché aiutarti a farli passare, magari con una coccola o un abbraccio.
 
Io che ti ho visto salutare le tue maestre d'asilo,
ti ho visto acquistare convinta il tuo primo zaino di scuola,
ti vedo quotidianamente spiegare ai tuoi fratelli (anche a quello piu' grande) argomenti da adulti,
ti controllo, mentre varchi sicura e convinta il cancello della scuola, e adesso sono io a doverti chiedere di fare un passo indietro e venirmi a dare un bacio,
ti ascolto quando mi rimproveri per come faccio male le cose, secondo i tuoi canoni di perfezione,
ti vedo costantemente salvare cavallette e affezionarti a piccole ranocchie,
ti guardo quando ogni giorno riponi ordinatamente i tuoi giochi, i tuoi libri, i tuoi colori,
ti aspetto mentre vai dai sola in bicicletta fino a casa della nonna,
ti sorprendo mentre mi rubi i trucchi, le scarpe con il tacco, gli smalti,
ti ascolto mentre, convinta mi dici che da grande prenderai una stella cadente, la venderai e con i soldi guadagnati ti comprerai un negozio di vestiti e scarpe.
 
Io che, sperando che il tempo passasse in fretta, sono sempre stata con te (anche se distratta nel cercarti diversa), con quella bambina che era già grande.

E adesso che ti ho trovata, andremo avanti, senza guardare l'orologio, il calendario e le stagioni passare, ma vivremo semplicemente. Perché oggi è già ieri e il domani ha fretta di arrivare.
 
Buon cammino, piccolo grande amore mio!
 

 

mercoledì 14 settembre 2016

Si avvicina il suono della campanella...

..le vacanze estive sono finite. Si preparano zaini e astucci e si cerca di preparare la mente al rientro o al nuovo inizio. Le emozioni e i pensieri che si accavallano nella mente di genitori e bambini sono tanti e diversi.
C'è il genitore che ha desiderato che questo giorno arrivasse da tempo per poter tornare ad avere un po' piu' di tempo per se stesso e c'è il genitore che invece avrebbe voluto rimandarlo ancora per un po' questo giorno, per potersi coccolare e godere il figlio.
C'è il bambino che non vorrebbe mai tornare tra i banchi e i compiti e c'è il bambino smanioso di poter rincontrare i suoi compagni di classe.
C'è il genitore che sa di aver pensato a tutti i possibili inconvenienti e super organizzato affronterà l'inizio della scuola e c'è invece il genitore che lascerà fare al caso e prenderà le cose così come verranno.
C'è il bambino intimorito da un nuovo inizio, da una nuova scuola, da una nuova maestra e c'è il bambino che, dovendo cominciare un percorso nuovo, si sente fiero e grande.
C'è il genitore sicuro del suo ruolo che sa perfettamente come dovrà comportarsi e c'è il genitore che non si sente tale, piu' insicuro e vulnerabile del figlio.
Domani ci saranno bambini in lacrime e genitori pronti ad asciugarle e a consolare quei cuoricini sperduti, ma ci saranno anche bambini allegri che entreranno in classe correndo, senza nemmeno voltare lo sguardo verso la mamma e ci sarà quella mamma che si stupirà di quanto il suo bambino sia cresciuto e si dispiacerà nel non sentirsi piu' tanto indispensabile.
Domani ci saranno genitori che prenderanno quel giorno come un altro e che appena fuori dalla porta della scuola correranno verso l'ufficio e ci saranno invece genitori che attenderanno minuti e minuti all'ingresso, con le orecchie vigili e gli occhi fissi su una porta chiusa.
Domani ci saranno bambini e genitori pronti ad un nuovo inizio e genitori e bambini che, come noi, fingono di esserlo, ma in realtà non lo sono per niente.
Ci saranno genitori che vedranno e affronteranno tutte queste emozioni insieme, perché, come me, hanno piu' figli, con caratteri diversi e percorsi scolastici diversi. Per cui so già che dovro' in un caso coccolare, incoraggiare e asciugare lacrime e in altri due casi invece chiedere un bacio o una coccola. O almeno, questo è cio' che immagino.
Sarà un giorno difficile, in ogni modo, per entrambi: genitori e bambini.
C'è da sperare solo che sia solo l'inizio di una nuova e straordinaria avventura.
E che sia una avventura e una scuola fatta di occhi curiosi, mani sporche che toccano e costruiscono, gesti teneri, parole di incoraggiamento, libri aperti su prati fioriti o foglie secche e colorate, pochi numeri a far differenze e tante manine alzate a chiedere, bocche aperte di stupore e teste libere e sognatrici.

Buona scuola bimbi miei!



sabato 10 settembre 2016

Senza figli...senza sentirsi in colpa

Quest'anno io e papàorso festeggiamo i 10 anni di matrimonio e da tempo pensiamo di voler coronare questo traguardo (che non sarà un arrivo ovviamente, ma una tappa di un lungo cammino) con un paio di giorni solo per noi. Senza figli. Sì, avete capito bene, senza figli.
Per tanto tempo ne abbiamo parlato tra di noi, per tanto tempo ne ho riflettuto con mè stessa: con quella parte di mamma-chioccia che sempre deve essere presente, con quella parte di donna-orgoglio che mai direbbe di aver bisogno di tempo per se stessa.
Ci ho pensato e ripensato, non ci ho dormito di notte, ma sono giunta ad una conclusione: andremo via tre giorni da soli, ci concederemo una fuga romantica, perché ne abbiamo bisogno.
Fino a qualche anno fa, fino a quando sentivo ancora molto attaccato il cordone ombelicale con i miei figli, ero la tipica mamma "i figli stanno con me e basta. Dove vado io vengono anche loro."
Nel tempo pero' mi sono dovuta ricredere, perché in una famiglia non va coltivato solo il rapporto tra genitori e figli, ma anche tra la coppia.
Non tutti i genitori sono uguali, non tutte le mamme sono uguali, non tutte le famiglie sono uguali. Ci sono mamme che non sentono il bisogno di staccarsi dai propri figli, mamme che non sentono il bisogno di un po' di tempo per sé stesse. E' un argomento molto delicato e proprio perché non siamo tutti uguali, è un argomento sul quale non si puo' discutere o giudicare.
Io sono arrivata al punto, dopo otto anni da mamma fullimmersion, di sentire il bisogno di staccare un attimo la spina, di concedermi un po' di tempo con mio marito, per tornare poi piu' carica di prima con i figli e piu' unita di prima con il marito.
Per questo andremo via tre giorni e non ci sentiremo in colpa. E non sarà EGOISMO, ma AMORE.
E sicuramente in quei giorni i nostri discorsi verteranno per lo piu' sui bambini (è inevitabile) e ci mancheranno certamente i bambini (è inevitabile), ma ci è mancato fino ad ora anche tanto tempo per noi.


martedì 30 agosto 2016

Foresta avventura Pratospilla

Una giornata stupenda.
Un'esperienza indimenticabile.
Un'avventura da rifare.
Sia per i bambini che per mamma e papà.

Se siete nelle vicinanze di Parma o di Massa Carrara, non perdete l'occasione di trascorrere una giornata in montagna, tra prati verdi, aria pulita e avventura, a Pratospilla, frazione di Monchio delle Corti, all'interno del Parco dei Cento Laghi.
 
Oltre al parco avventura di cui noi abbiamo avuto esperienza, per i piu' avventurosi poi da quest'anno sono disponibili, su prenotazione e noleggio, tende sospese sugli alberi, per trascorrere una notte magnifica immersi nel silenzio del bosco.

Noi non siamo stati così avventurosi, piu' che altro papàorso non lo è stato ed è stato lui a convincerci a tornare a casa la sera. Forse da un lato aveva ragione, perché per chi, come noi, non ha mai fatto campeggio, iniziare campeggiando ad alta quota, forse era un po' troppo.

Abbiamo comunque trascorso una bellissima giornata all'interno del Parco avventura a cui possono accedere bambini dai 4 anni in su. Il parco è composto da diversi percorsi acrobatici in altezza (divisi per età e capacità) che si inerpicano tra faggeti secolari nel bel mezzo dell'appenino Tosco-emiliano.

La Principessa e il Koala hanno potuto fare diversi percorsi (verde, giallo e rosa) con  ponticelli, funi sospese, passerelle a pioli, tavole e tunnel. Il Capitano oltre a questi ha potuto fare anche i percorsi verde e blu con travi, tronchi oscillanti, ponte nepalese, rete verticale e tirolese finale.
 
Io e papàorso invece ci siamo spinti, oltre al percorso verde e blu fatto insieme al Capitano, fino al percorso rosso che inizia con una lunga scaletta a pioli traballanti per salire ancora piu' alto. Qui ci sono altalene, tronchi rotolanti, ponti a due cavi e poi un bellissimo volo sulla tirolese lunga quasi 100 metri. In piu' pagando un supplemento di 3 euro a testa abbiamo sfidato il percorso nero, dove io piu' di una volta ero sul punto di mollare, ma poi con i miei tempi, mi son fatta forza e ci sono arrivata in fondo. Molto piu' duro e impegnativo di tutti gli altri percorsi il percorso nero comincia con la salita su una altissima scaletta di corde e pioli traballanti fino a raggiungere la prima stazione dalla quale di deve effettuare un vero e proprio lancio nel vuoto e al volo aggrapparsi ad una rete verticale. E poi da li vele di rete, tronchi traballanti, assi traballanti, e tirolese.
 
E' stato impegnativo ma molto emozionante e divertente. Inoltre a insegnato sia a me che ai bambini a sfidare e oltrepassare i nostri limiti. Il Capitano in particolare all'inizio era molto diffidente e insicuro, ma poi con i giusti incitamenti a preso coraggio e ha scoperto di non aver paura dell'altezza.
 
Lo staff è stato gentilissimo ed abbiamo assistito anche ad "salvataggio", perché una mia amica quasi all'inizio del percorso nero si è lasciata sopraffare dalla paura e così il soccorritore si è arrampicato per andarla a "liberare".
 
Il sistema di sicurezza direi che è infallibile: impossibile infatti sganciarsi da un moschettone se prima non è stato ganciato l'altro.
 
A fianco del parco ci sono un bar e delle panche con tavoli presso le quali poter fare pic-nic.
Inoltre da Pratospilla partono diversi sentieri anche semplici e poco impegnativi, come quello verso il Lago Ballano - Lago Verde - Lago Verdarolo.
 
Il Koala
La Principessa
Il Capitano
Io in un momento di sconforto
 
Papàorso

Io e papàorso: della serie "ce l'abbiamo fatta!!!"

Era per la noi la primissima volta in un parco avventura per cui abbiamo dovuto impratichirci anche con imbragatura, moschettoni, carrucole....ma è un'esperienza che sicuramente rivivremo anche l'anno prossimo.

venerdì 26 agosto 2016

Questo venerdi un libro per bambini.....in lingua inglese!

Si tratta di un compito delle vacanze per il Capitano. E non nascondo che, a giugno, quando ho saputo che avrebbe dovuto leggere un libro interamente in inglese, mi sono rizzati i capelli. Mi chiedevo come ce ne saremmo venuti a capo. Poi quando abbiamo acquistato il libro pero' mi sono subito tranquillizzata. Il libro in questione di intitola "The Enormous turnip" della collana "black cat".
E' corredato da grandi immagini che aiutano nella comprensione del testo e il testo in questione è semplice con parole che si ripetono spesso e che quindi entrano facilmente in mente.
Ad aiutare nella comprensione e nella pronuncia c'è un cd e alla fine del libro qualche semplice esercizio.